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NIS2 e trattamento delle acque: cosa cambia per la cybersecurity degli impianti

Debora Agarossi
Di Debora Agarossi
02 ottobre 2026
4 minuti di lettura
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    La digitalizzazione sta trasformando il modo in cui vengono gestiti gli impianti di trattamento acque.

    Con una maggiore interconnessione cresce anche l’importanza della cybersecurity: ecco cosa sapere sulla NIS2 e sul ruolo delle tecnologie digitali nella resilienza degli impianti.

    NIS2 e trattamento delle acque: perché è un tema sempre più importante

    Sensori, sistemi di automazione, PLC, piattaforme di monitoraggio e strumenti di controllo remoto sono ormai parte integrante di molti impianti di trattamento acque. Queste tecnologie permettono di raccogliere e analizzare dati, ottimizzare i processi, supportare gli operatori e individuare più rapidamente eventuali anomalie.

    Allo stesso tempo, la crescente digitalizzazione introduce nuove interconnessioni e, di conseguenza, nuovi aspetti di rischio da considerare.

    È in questo contesto che si inserisce la NIS2, la direttiva europea sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi, che ha introdotto un quadro rafforzato per la gestione dei rischi di cybersecurity in numerosi settori considerati critici per la società e l’economia; tra cui rientrano anche l’approvvigionamento di acqua potabile e le acque reflue (EUR-Lex⁠).

    Questo non significa che ogni organizzazione che gestisce un impianto di trattamento acque sia automaticamente soggetta alla NIS2. L’applicabilità deve essere verificata considerando la tipologia di soggetto, il settore di attività, le dimensioni e gli altri criteri stabiliti dalla normativa europea e nazionale.

    Che cos’è la NIS2?

    La Direttiva (UE) 2022/2555, conosciuta come NIS2, mira a rafforzare e armonizzare il livello di cybersecurity nell’Unione europea.

    La direttiva amplia il perimetro rispetto alla precedente normativa NIS (Direttiva UE 2016/1148) e introduce requisiti più strutturati per la gestione dei rischi di cybersecurity, la prevenzione e la gestione degli incidenti, la continuità operativa e la sicurezza dell’intera supply chain.

    In Italia, la NIS2 è stata recepita attraverso il Decreto Legislativo 4 settembre 2024, n. 138, entrato in vigore il 16 ottobre 2024.

    Quali aspetti considera la NIS2?
    Per i soggetti che rientrano in questo perimetro, la normativa richiede l’adozione di misure tecniche, operative e organizzative proporzionate ai rischi di sicurezza informatica.

    Tra gli ambiti considerati dalla direttiva rientrano:

    • analisi e gestione dei rischi di cybersecurity;
    • business continuity e disaster recovery;
    • sicurezza della supply chain;
    • sicurezza nell’acquisizione, sviluppo e manutenzione dei sistemi;
    • gestione delle vulnerabilità;
    • controllo degli accessi;
    • utilizzo della crittografia;
    • formazione e sensibilizzazione del personale.

     

    Dalla cybersecurity IT alla sicurezza degli ambienti OT

    Quando si parla di cybersecurity, il primo riferimento è spesso l’IT – Information Technology, di cui fanno parte computer, server, reti, applicazioni e dati, ma in un impianto di trattamento acque esiste un altro ambiente altrettanto importante: l’OT – Operational Technology.

    L’OT comprende tecnologie utilizzate per monitorare e controllare processi e apparecchiature fisiche. In un impianto possono rientrare, a seconda dell’architettura adottata, sensori, sistemi di automazione, PLC, attuatori e sistemi di supervisione.

    La distinzione tra IT e OT è importante perché un evento che coinvolge un sistema OT può avere implicazioni che vanno oltre la disponibilità dei dati o dei sistemi informatici e riguardare la continuità del processo fisico.

    Per questo motivo, la gestione del rischio cyber in ambienti industriali richiede una visione che tenga conto delle interconnessioni tra sistemi digitali, sistemi di controllo e processi operativi.

    Digitalizzazione e monitoraggio: un elemento della resilienza operativa

    La digitalizzazione degli impianti offre anche nuove possibilità per comprendere e gestire il processo.

    Il monitoraggio continuo dei parametri operativi può aiutare a identificare variazioni rispetto alle condizioni attese, supportare l’analisi delle prestazioni e fornire agli operatori informazioni utili per intervenire in modo tempestivo.

    È importante sottolineare che: la conformità alla NIS2 richiede un approccio complessivo che coinvolge governance, processi, persone, tecnologie, gestione dei rischi e supply chain.

    Allo stesso tempo, una maggiore capacità di monitorare e comprendere ciò che accade nel processo può rappresentare un elemento all’interno di una più ampia strategia di gestione del rischio e di resilienza operativa.

    Il controllore di processo di Veolia Oscar*, svolge attività automatizzate di controllo e di monitoraggio del processo in impianto.

    Le tecnologie intelligenti di Veolia vantano funzionalità avanzate di raccolta, elaborazione e interpretazione dei dati operativi, contribuendo a rendere più tempestiva l’individuazione di anomalie, scostamenti e condizioni potenzialmente critiche.

    OSCAR STD
    Il controllore di processo che comunica con i PLC dell’impianto. Le logiche di controllo generano comandi di automazione per governare le apparecchiature dell’impianto. A seconda della configurazione, il sistema può supportare diverse funzioni di regolazione, tra cui aerazione, ricircolo dei fanghi, ricircolo della miscela aerata e dosaggi.
    Questo permette di utilizzare i dati provenienti dal processo non soltanto per la visualizzazione delle condizioni operative, ma anche per supportare strategie di controllo e ottimizzazione.

    OSCAR Dashboard
    Questa piattaforma integra sistemi di supporto alle decisioni (DSS) che elaborano i dati provenienti dal campo e li trasformano in informazioni utilizzabili dagli operatori. La piattaforma comprende inoltre sistemi di allarmistica e strumenti automatici per la segnalazione delle anomalie.
    L’approccio data-driven può quindi contribuire a una gestione più consapevole del processo, supportando il monitoraggio delle condizioni operative e l’identificazione tempestiva di situazioni che richiedono attenzione.

    Quali sono i benefici di tecnologie come Oscar*?

    La NIS2 riguarda la gestione complessiva dei rischi di cybersecurity dell’organizzazione. In questo contesto, l’adozione di un controllore digitale come Oscar può contribuire a rafforzare la resilienza e la continuità operativa degli impianti di trattamento delle acque e delle acque reflue, supportando il monitoraggio del processo e la tempestiva individuazione di eventuali anomalie o scostamenti.

    Per chi intende intraprendere un percorso di digitalizzazione del proprio impianto, affidarsi a un partner strutturato come Veolia significa poter contare su soluzioni progettate tenendo conto degli aspetti di sicurezza, affidabilità e gestione del rischio. La cybersecurity rappresenta infatti un tema rilevante nello sviluppo e nell’evoluzione delle tecnologie Veolia, che integrano principi e pratiche orientati alla protezione dei sistemi e alla continuità operativa.

    Con l’aumento della digitalizzazione, conoscere i sistemi che compongono l’architettura OT, comprenderne le interconnessioni e mantenere adeguati livelli di aggiornamento, monitoraggio e gestione diventano aspetti sempre più rilevanti.

    In quest’ottica, tecnologie per il controllo e il monitoraggio del processo possono essere parte di un ecosistema digitale più ampio, che deve essere progettato e gestito tenendo conto anche dei requisiti e dei principi di cybersecurity applicabili.

    Per questo motivo, la gestione del rischio dovrebbe considerare anche aspetti quali:

    • ciclo di vita dei sistemi;
    • disponibilità degli aggiornamenti;
    • dipendenze da fornitori e tecnologie di terze parti;
    • possibilità di ripristino in caso di malfunzionamento o incidente.

    L’obiettivo della normativa è valutare e gestire il rischio associato all’utilizzo dell’informatica.

    Questo approccio è particolarmente importante laddove gli aggiornamenti devono tenere conto anche della continuità e della sicurezza del processo fisico.

    La NIS2 porta quindi l’attenzione su un principio sempre più importante: la cybersecurity deve essere considerata all’interno della gestione complessiva del rischio in impianto. Per gli operatori del settore idrico e del trattamento delle acque, questo significa guardare oltre la singola apparecchiatura o il singolo software e considerare l’intero ecosistema operativo.

    Conclusioni

    La NIS2 rappresenta un’evoluzione importante nell’approccio europeo alla cybersecurity e introduce una maggiore attenzione alla resilienza dei servizi considerati essenziali o critici.

    Nel settore del trattamento acque, questa evoluzione si inserisce in un contesto in cui gli impianti sono sempre più digitalizzati e interconnessi. Per le organizzazioni interessate dalla normativa, il percorso verso una maggiore resilienza richiede quindi una valutazione strutturata dei rischi, che consideri anche gli ambienti OT e le tecnologie che supportano il funzionamento dei processi.

    Soluzioni digitali come Oscar rappresentano un esempio di come controllo, monitoraggio e analisi dei dati possano supportare l’evoluzione degli impianti verso una gestione sempre più data-driven.

    *Marchio Veolia; può essere registrato in uno o più paesi.

    Debora Agarossi

    Autore | Debora Agarossi

    Debora, dopo aver ottenuto il diploma di Liceo Classico nel 2011, ha deciso di iscriversi alla facoltà di Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio per fare la sua parte nella salvaguardia dell’ambiente. Ha conseguito la laurea triennale presso l’Università di Brescia ad ottobre 2014 e la laurea magistrale, con specializzazione in Ingegneria Sanitaria, nel marzo 2017. Durante il periodo della magistrale ha trascorso 6 mesi a Vienna nell’ambito del programma Erasmus, dove ha lavorato alla tesi presso l’Institut für Wassergüte und Ressourcenmanagement della Technische Universität Wien. Ad aprile 2017 ha iniziato a lavorare per Oscar (ora acquisita da Veolia) e a giugno 2018 ha conseguito l’abilitazione alla professione di Ingegnere. È la responsabile dell’Ufficio Service, che gestisce commesse su più di 100 impianti di depurazione per oltre 10’000’000 AE, su cui è prevista attività di monitoraggio e assistenza tecnica alla conduzione di impianti, gestione di piani di manutenzione della strumentazione, rendicontazione delle performance e in particolare anche dei risparmi energetici conseguenti a gare di efficientamento. Si occupa anche di consulenze finalizzate alle pratiche di rinnovo di autorizzazioni allo scarico o approfondimenti su tematiche specifiche legate alla gestione degli impianti.

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