cartiera

Sfide normative e innovazione tecnologica nella gestione idrica nel settore del pulp & paper

Ilaria Bordoli
Di Ilaria Bordoli
15 luglio 2026
4 minuti di lettura
Collegati con noi

    Il settore del Pulp & Paper si trova oggi di fronte a una trasformazione profonda e inevitabile: sta avvenendo una rivoluzione dei modelli di produzione e consumo delle risorse idriche.

    Sono molte le sfide complesse che le cartiere devono affrontare: mantenere la competitività, gestire l'aumento dei volumi delle acque reflue e aderire all’inasprimento delle normative.

    In questo contesto, l'acqua non è più solo un mezzo di produzione, ma una risorsa strategica la cui gestione determina la sostenibilità economica e ambientale dell'intera filiera, elemento centrale della missione di sicurezza idrica di Veolia.


    Difficoltà gestionale

    Uno dei paradossi più interessanti del settore è la chiusura del ciclo idrico: più si chiude il ciclo idrico, più aumentano le concentrazioni saline.

    Questo fenomeno, apparentemente controintuitivo, rappresenta una delle sfide tecniche più rilevanti che le cartiere devono affrontare oggi: quando l'acqua viene riutilizzata, i sali inorganici tendono ad accumularsi, creando depositi che possono compromettere l'efficienza degli impianti.

    A questo si aggiunge un altro problema critico: la crescita eccessiva del biofilm nei sistemi a biomassa adesa. Questi fenomeni di intasamento e malfunzionamento non sono semplici inconvenienti tecnici, ma rappresentano importanti limitazioni alla capacità produttiva e all’aumento dei costi operativi.

    L'incremento dei volumi di produzione, oltre ad una grossa sfida, ha generato anche un'opportunità straordinaria: le cartiere hanno iniziato a percepire il riutilizzo idrico non come un obbligo normativo, ma come una priorità strategica. Il cambio di prospettiva, quindi, risulta fondamentale: quando un'azienda comprende che il riutilizzo dell'acqua rappresenta un vantaggio competitivo, allora gli investimenti in tecnologie avanzate diventano naturali e redditizi.

    L'ultrafiltrazione e l'osmosi inversa stanno diventando standard industriali. Questi sistemi permettono di produrre acqua di qualità tale da poter essere reimmessa nei cicli produttivi, riducendo drasticamente il consumo di acqua dolce.

    Inoltre, l'introduzione di sistemi di monitoraggio intelligente, come Oscar*, possono trasformare la gestione reattiva degli impianti in una gestione predittiva, permettendo di ottimizzare i parametri operativi in tempo reale e minimizzare sia i consumi energetici che l'utilizzo di prodotti chimici.

    Evoluzione Normativa

    L'evoluzione normativa non rappresenta semplicemente un vincolo da rispettare, ma un vero e proprio catalizzatore di innovazione. Le normative spingono verso la riduzione del consumo e dello spreco di acqua, orientando le scelte tecnologiche degli operatori verso soluzioni sempre più sofisticate e efficienti.

    Quello che è interessante osservare è come questa spinta normativa abbia generato un circolo virtuoso: le aziende che investono in tecnologie avanzate per conformarsi alle normative scoprono che questi investimenti generano anche benefici economici significativi:

    • riduzione dei costi di smaltimento;
    • diminuzione dei consumi energetici;
    • aumento della produttività.

     

    Soluzioni tecnologiche: il portfolio diversificato di Veolia

    Trattamento Anaerobico: Biobed EBS*
    Una delle soluzioni più innovative nel trattamento anaerobico è rappresentata dalla tecnologia Biobed EBS. Ciò che la rende particolarmente interessante è la separazione dei fanghi all'esterno del reattore anaerobico, una soluzione che garantisce semplicità di manutenzione anche in presenza di sostanze inorganiche importanti. In un settore dove i tempi di fermo impianto rappresentano costi significativi, questa caratteristica è tutt'altro che marginale.

    Trattamento Aerobico: AnoxK Z*
    Per il potenziamento dei sistemi aerobici, i supporti AnoxK Z rappresentano una soluzione perfetta a un problema complesso: la precipitazione di sali inorganici. La loro forma a sella e la superficie a griglia proteggono la crescita del biofilm, mentre il sistema di controllo dello spessore del film batterico evita l'eccessivo appesantimento del carrier e l'accumulo sul fondo delle vasche.

    È un esempio di come l'innovazione tecnologica possa risolvere problemi specifici del settore.

    Membrane e Ultrafiltrazione: Zeeweed*
    La tecnologia di ultrafiltrazione a membrane Zeeweed rappresenta un passo avanti significativo nella qualità dell'acqua di scarico trattata, garantendo al contempo un efficace riutilizzo idrico. Questi sistemi permettono di rimuovere contaminanti, sali disciolti e microinquinanti che altrimenti si accumulerebbero nel sistema.

    Osmosi Inversa: CaptuRO*
    La tecnologia CaptuRO basata sull'osmosi inversa garantisce stabilità e un elevatissimo rendimento. Con l'aumento della produzione nelle cartiere e la conseguente domanda di acqua, questa tecnologia diventa sempre più indispensabile per ridurre il consumo di acqua da fonte dolce e massimizzare il riutilizzo.

    Evaporazione e Concentrazione: Evaled*
    La tecnologia Evaled rappresenta una soluzione vantaggiosa per affrontare la sfida finale della chiusura del ciclo idrico: la gestione dei residui concentrati che non possono essere direttamente riutilizzati nei cicli produttivi. Basata su processi di evaporazione avanzati, Evaled permette di concentrare le acque reflue riducendo drasticamente i volumi da smaltire e, al contempo, di recuperare acqua di qualità elevata per il riutilizzo.

    Monitoraggio Intelligente: Hubgrade
    Se le tecnologie di trattamento rappresentano il "cuore" dell'impianto, il monitoraggio intelligente ne rappresenta il "cervello". Hubgrade è una piattaforma software avanzata che trasforma la gestione degli impianti da reattiva a predittiva, permettendo di monitorare e gestire l'intera infrastruttura idrica di una cartiera da una piattaforma centralizzata. Questa visione integrata e strategica consente di identificare anomalie prima che diventino critiche, ottimizzare i consumi di energia e prodotti chimici, e garantire una conformità normativa costante e documentata.

    Verso lo ZLD

    Fino a pochi anni fa, parlare di "scarico zero" in una cartiera era considerato utopico. Oggi, la situazione è cambiata significativamente: l'approccio attuale del settore punta al massimo recupero dalle acque depurate per reimmetterle nei cicli produttivi, e con l'aumento della produzione, la riduzione del consumo idrico e il riutilizzo sono diventate priorità concrete e non più solo teoriche.

    Ciò non significa che sia facilmente raggiungibile, ma piuttosto che sia diventato un obiettivo concreto attraverso l'attuamento di un approccio integrato e customizzato.

    Quello che emerge chiaramente è che non esiste una soluzione unica per tutte le cartiere. Ogni impianto ha caratteristiche, volumi di produzione e tipologie di reflui specifici.

    Caso di studio

    Un'azienda multinazionale, leader del mercato, specializzata nella progettazione e stampa di sacchetti di carta per uso industriale, si è trovata di fronte a una sfida concreta: ridurre i costi di smaltimento delle acque reflue provenienti dal lavaggio dei rulli di stampa e dalla pulizia delle parti, migliorando al contempo l'impatto ambientale.

    Il cliente ha implementato un sistema per trattamento delle acque reflue basato sulla tecnologia di evaporazione Evaled, con un'impronta di soli 8,2 m², che tratta 15 tonnellate al giorno di acque reflue, permettendo di riutilizzare circa l'80% dell'acqua.

    I risultati concreti:

    • riduzione dei costi di smaltimento di oltre 4 volte: un impatto economico immediato;
    • certificazione EE per la riduzione dell'impronta di CO2;
    • riutilizzo dell'acqua distillata (12 tonnellate/giorno) per la pulizia delle parti di stampa da inchiostri a base acquosa, chiudendo così il ciclo dell'acqua in un sistema a circuito chiuso.

    Questo caso dimostra che lo ZLD non è solo un obiettivo teorico, ma una realtà concreta raggiungibile attraverso l'innovazione tecnologica e un approccio strategico integrato.

    Conclusioni

    Il settore del Pulp & Paper si trova oggi in una fase di trasformazione profonda.

    Le sfide sono significative: volumi crescenti di acque reflue, normative sempre più stringenti, scarsità idrica. Tuttavia, queste difficoltà stanno generato un'ondata di innovazione tecnologica che sta trasformando il modo in cui le cartiere gestiscono le loro risorse idriche.

    L'acqua non è più solo un mezzo di produzione, ma una risorsa strategica la cui gestione determina la sostenibilità economica e ambientale dell'intera filiera.

    Non si tratta più di scegliere tra profitto e sostenibilità ambientale, ma di riconoscere che questi due obiettivi sono sempre più convergenti.

     

    *Marchio commerciale di Veolia; può essere registrato in uno o più paesi.

    Ilaria Bordoli

    Autore | Ilaria Bordoli

    Ilaria Bordoli, laureata in Comunicazione d'Impresa e Relazioni Pubbliche presso l'Università IULM, entra nel team Veolia ad Ottobre 2024 ricoprendo il ruolo di Marketing & Communication Specialist, dedicando principalmente le sue attività strategiche al mercato italiano.

    TOP